Esoprotesi ortopediche

Le esoprotesi sono dispositivi medici, costruiti su misura da protesisti ortopedici con tecnologie artigianali e/o sistemi CAD/CAM; queste hanno il compito di sostituire la morfologia e, in parte, la funzionalità di un arto amputato.

Questi dispositivi si dividono, con caratteristiche molto diverse fra loro, in:

W

Protesi di arto superiore

W

Protesi di arto inferiore

Protesi arto superiore

Questo tipo di dispositivo deve rispondere soprattutto a complessi meccanismi funzionali (oltre che estetici), infatti le protesi di arto superiore hanno integrato, sempre più, sistemi di provenienza elettronica, per svolgere, quanto più possibile, operazioni e motricità vicine a quelli di un arto naturale.

Le protesi di arto superiore si dividono in:

W

Estetiche di tipo tradizionale

W

Estetiche di tipo modulare (scheletrica)

W

Funzionali ad energia corporea (cinematiche)

W

Funzionali ad energia esterna (elettrica) o energia mista corporea-esterna

Protesi arto inferiore

Le protesi di arto inferiore hanno come scopo fondamentale quello di permettere ad un soggetto amputato la deambulazione. Attenti studi di biomeccanica e cinematica del passo hanno permesso lo sviluppo di componenti articolari di altissimo livello per usi normali e quotidiani e per usi sportivi o addirittura agonistici.

Le protesi di arto inferiore si suddividono in:

W

Tradizionali

Caratterizzata da una struttura portante rigida e da eventuali elementi articolari.

W

Modulari

Caratterizzata da una struttura di tipo scheletrico portante, e da eventuali elementi articolari, rivestita da una estetizzazione in materiale espanso elastico.

Modulari

La protesi modulare è caratterizzata da una struttura di tipo scheletrico portante, e da eventuali elementi articolari, rivestita da una estetizzazione in materiale espanso elastico. Quest’ultima tipologia utilizza componenti (articolazioni) meccaniche e/o elettroniche che si comportano in maniera ottimale in dipendenza delle varie fasi del passo, ossia consentendo o inibendo i movimenti di flesso-estensione. Nel caso del ginocchio, tale funzionalità è ottenibile utilizzando sistemi meccanici di vario tipo, ad esempio sistemi con bloccaggio, con freno automatico, idraulici o pneumatici. I modelli più recenti integrano due o più di queste caratteristiche funzionali e per questo sono denominati “Polifunzionali”. Questi dispositivi sono caratterizzati dalla possibilità di offrire elevate performance in termini di sicurezza e di dinamismo contemporaneamente, contrariamente non ottenibili con ginocchia monofunzionali. Dal 1998 sono disponibili sul mercato sofisticati ginocchi a controllo elettronico, che hanno cambiato radicalmente l’approccio alla protesi da parte degli utilizzatori in quanto questi dispositivi, controllati in tempo reale da un microprocessore in essi incorporato, sollevano l’utente dal controllo volontario invece necessario con le articolazioni meccaniche, permettendo il risparmio di energie fisiche e la liberazione di risorse mentali prima assorbite dal costante controllo della deambulazione. Inoltre con questi dispositivi è possibile discendere scale, terreni scoscesi e/o accidentati in totale sicurezza

Anche il piede protesico, componente fondamentale della protesi di arto inferiore, può essere genericamente classificato in:

W

Rigido (senza articolazione)

W

Articolato Monoasse (con articolazione capace di movimenti in flessione-estensione)

W

Articolato Pluriasse (con articolazione capace di movimenti sui tre piani spaziali)

W

A Restituzione di Energia, generalmente in fibra di carbonio, leggero e capace di prestazioni varie in dipendenza del design e della capacità di risposta dinamica, adatto per soggetti giovani ma anche in età geriatrica, allo scopo di alleggerire la protesi ed integrare la ridotta capacità energetica degli utenti.

Le protesi vengono identificate a seconda del livello di amputazione o di patologia congenita o acquisita partendo dall’estremità distale dell’arto, moncone (es: “transtibiale” amputazione di gamba; “transfemorale” amputazione di coscia). Questi dispositivi, in Italia sono rimborsati dall’assistenza sanitaria pubblica previa prescrizione medica, ma soltanto nelle versioni dotate di funzionalità medio-bassa.