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Protesi ginocchio PDF Stampa E-mail

INTERVENTO DI SOSTITUZIONE PROTESICA DEL GINOCCHIO

 


Quando e’ necessario?

La sostituzione totale protesica del ginocchio trova indicazione nelle gravi degenerazioni dello stesso di varia origine (Artrosi primaria,Artrosi secondaria a fratture,Osteonecrosi,Pregressi interventi,Infezioni,Artrite reumatoide,Neoplasie osse). Solo in caso che i trattamenti incruenti (farmacologici e fisioterapici) risultino inefficaci puo’ essere considerata l’indicazione chirurgica di una protesi totale di ginocchio. Spesso l’intervento e’ consigliabile non soltanto per la cura della patologia dell’articolazione affetta ma anche per evitare l’insorgenza di gravi patologie degenerative articolari secondarie nelle articolazioni viciniorie.

L’ intervento

Gli accertamenti preoperatori vengono eseguiti come di routine presso l’ospedale o la casa di cura.In alcuni casi,di concerto col Centro Trasfusionale si procede ad un prelievo ematico dal paziente che verra’ poi trasfuso col suo stesso sangue.Non tutti possono effettuare questa procedura (AUTOTRASFUSIONE) che verra’ indicacata a discrezione dell’ematologo.Il giorno prima dell’intervento si inizia la profilassi tromboembolica che variera’ a seconda del paziente.La profilassi delle infezioni viene eseguita subito prima dell’intervento mediante una iniezione endovenosa.La tecnica di anestesia puo’ essere generale o periferica e verra’ decisa dall’anestesista sulla base delle caratteristiche cliniche del paziente.

Ci sono numerosi modelli di protesi, sia per quanto riguarda le ditte produttrici sia per quanto riguarda le componenti sostituite: la sola rotula,caso abbastanza infrequente,un condilo ed un emipiatto tibiale ( PROTESI MONOCOMPARTIMENTALE ) o la componente femorale e la componente del piatto tibiale ( PROTESI BICOMPARTIMENTALE). In caso di sostituzione della componente femorale,componente tibiale,componente rotulea,si parla di artroprotesi TRICOMPARTIMENTALE.L’Artroprotesi puo’ essere applicata mediante contatto diretto (Protesi non cementate) o mediante contatto indiretto mediato da cemento (Protesi cementate) con l’osso.La scelta viene eseguita dal chirurgo sulla base di una serie di indicazioni e soprattutto in funzione dell’eta’e/o dei materiali;un impianto non e’ da preferire all’altro, ci sono soltanto delle scelte tecniche che possono variare da paziente a paziente,in alcuni rari casi si possono utilizzare degli augumentation in materiale inerte (tantalio) o innesti ossei biologici autologhi o omologhi da Banca dell’ osso , sempre su scelta del chirurgo.

Il post-operatorio

Decorso post-operatorio: Successivamente all’intervento il paziente comincia a mobilizzare,(soprattutto passivamente) l’arto, mediante un apposito motore a letto,ma gia’ dal giorno successivo all’inervento il paziente assume la posizione da seduto. Dai giorni successivi comincia ad assumere la posizione ortostatica e quindi ad effettuare il carico in funzione comunque delle direttive del chirurgo , con l’ausilio di bastoni canadesi.Si procede cautamente alla flesso estensione attiva del ginocchio e progressivamente al rinforzo dei gruppi muscolari della coscia degli estensori,degli estensori,e del tricipite surale.Successivamente verranno effettuati dei controlli radiografici e clinici in funzione del decorso (a 14 gg vengono rimossi i punti) , successivamente verra’ ricontrollato il paziente da un punto di vista clinico e radiografico.

Le complicazioni

Disturbi della cicatrizzazione della ferita : come ogni ferita chirurgica ci possono essere delle alterazioni cutanee locali,individuali varie,a carico della cicatrizzazione della ferita; si puo’ andare incontro a slargamento, ipertrofia, necrosi , complicanzioni settiche .

Dismetria : e’ una differente lunghezza degli arti residua all’intervento di protesizzazione degli arti. Puo’ essere in eccesso, IPERMETRIA, in difetto IPOMETRIA; le une possono essere corrette mediante cunei alle calzature.

Fratture intraoperatorie: in funzione della possibilita’ che l’osso possa fratturarsi puo’ comparire una frattura intra operatoria.Il medico decidera’ individualmente il trattamento . A volte puo’ essere necessario un cerchiaggio e una riduzione dell’entita’ del carico post operatorio. Questo tipo di fratture guarisce come qualsiasi tipo di frattura.

Infezioni dell’artroprotesi: puo’ anche comparire un infezione dell’artroprotesi precoce, tardiva, acuta o cronica. In questo senso bisognera’ attuare, di concerto con il chirurgo,una terapia mirata antibiotica.

Ossificazione eterotopiche: l’ossificazione eterotopica puo’ essere una complicazione piu’ o meno invalidante. e limitante l’articolazione.

Allergie alle componenti costituenti il materiale protesico :ogni allergia generica a materiali (orecchini , orologi ) deve essere segnalata al chirurgo in fase preoperatoria. Molto frequenti(10-12%) le allergie al nickel; in questo caso bisognera’ utilizzare materiale protesico differente dal componente nickel.

Mobilizzazione protesica: la mobilizzazione protesica e’ l’espressione di una insufficiente stabilita’ della protesi che comporta per l’ appunto una mobilita’ della stessa con dolore e riassorbimento dell’osso.I controlli seriali,annuali hanno la funzione di poter cogliere precocemente la mobilizzazione.

Usura delle componenti : essendo un giunto meccanico,la protesi va’ incontro ad un’usura di tipo meccanico con formazione di detriti ossei reattivi alla usura stessa,i controlli annuali hanno la funzione di controllare il grado di usura del materiale per poter prendere immediatamente delle decisioni secondo il singolo caso.

Trombosi Venosa Profonda : la trombosi venosa e’ la formazione di un trombo all’interno delle pareti venose dell’arto inferiore che si puo’ manifestare con sintomi vari o anche adirittura senza sintomi .La pericolosita’ del trombo nasce dalla possibilita’ di occludere la vena e quindi creare una insufficienza del circolo venoso o di distaccarsi formando un embolo che migrando produce un’occlusione di vasi,a volte importanti.Un’Embolia Polmonare da trombo distaccato puo’produrre anche il decesso del paziente e quindi deve essere prontamente prevenuta o trattata.

Complicazioni Nervose: va’ricordata la possibilita’ di un deficit a carico dei nervi (Nervo sciatico popliteo esterno , Nervo sciatico popliteo interno) di cui l’ origine e’ la piu’ svariata . La comparsa di deficit post operatorio di tipo neurologico devono essere segnalate al medico per poter fronteggiare prontamente questa patologia.

Complicazioni Vascolari : sono anche state descritte. Tra le altre complicazioni che possono esistere vi sono anche l’edema e l’ ematoma.

 

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